"Essere normali non è una virtù, ma piuttosto mancanza di coraggio".
Questa è una frase tratta dal film
Amori e Incantesimi.
In inglese,
"To be normal" non significa esattamente "Essere normali", ma "Essere nella norma, convenzionali, di massa". Questo post, tuttavia, non riguarda l'assurda incapacità dei traduttori italiani di svolgere decentemente il loro lavoro, argomento di cui non sono interessata a parlare. Quello che m'interessa far sapere, piuttosto, è che l'affermazione sopra citata è una
cazzata.
Esatto, una terribile cazzata, perché non c'è niente di più coraggioso del saper essere
normali, di accettare un avvenire da persona comune. E con normali non intendo, ovviamente, uniformati alla massa, perché ognuno ha il sacrosanto diritto di essere
sé stesso e di essere accettato per quel che effettivamente è. Con
normali intendo
umani. Imperfetti.
A farci caso, ci si accorge che quasi tutti coloro che mancano di autostima, vorrebbero essere qualcun altro, hanno una sorta di immagine idealizzata di sé. Nella maggior parte dei casi, una persona insicura è anche perfezionista. Nella maggior parte dei casi, una persona perfezionista pensa che l'Imperfezione equivalga alla Normalità (e la Normalità all'Imperfezione), e che la Normalità (o Imperfezione) equivalga a sua volta alla Mediocrità. E se sei normale, mediocre, imperfetto, non sei
Nessuno.
La ragazza Pro-Ana vuol essere
unica nella sua magrezza.
La ragazza che passa sette ore al giorno sui libri per non scendere sotto la media del nove vuol essere
unica nella sua intelligenza e cultura.
La ragazza che rifiuta di uscire o di mostrarsi a chicchessia se ha la pancia gonfia/un brufolo sul naso/i capelli scarmigliati vuol essere
unica nella sua costante Perfezione e impeccabilità.
La ragazza che digiuna per giorni vuol essere
unica nel suo controllo.
Tutti vogliamo essere unici, tutti volgiamo essere qualcuno. E allora ci annuliamo, ci distruggiamo, ci torturiamo nel tentativo di raggiungere la nostra immagine idealizzata e perfetta, la nostra immagine che è
Qualcuno, la nostra immagine ammirata e invidiata da tutti. E perdiamo di vista noi stessi. Noi stessi, l'unica persona con cui dovremo convivere ogni ora, minuto, secondo, istante della nostra vita.
E insieme a noi stessi, perdiamo di vista anche la vita vera.
Non abbiate paura di essere semplicemente voi stesse, anche quando questo dovesse significare non essere invidiate e ammirate da ogni essere vivente presente su questa terra, anche se dovesse significare darci la possibilità di sbagliare e rilassarci, senza dover per forza pensare che in questo modo (Mangiando quel panino, non risolvendo quell'esercizio di matematica, mostrandoci quando siamo di cattivo umore e ci sentiamo ben poco attraenti)perderemo la nostra possibilità di essere
Qualcuno.
Siamo già qualcuno. Siamo
noi stessi.
Un abbraccio,
Occhi D'Oceano